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ROCK MASTER
25 AGOSTO - 02 SETTEMBRE 2012
CITTA DI ARCO (TN)
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Comunicato Stampa del 22 settembre 2012

BUONA LA PRIMA PER ROCK MASTER FESTIVAL
NOVE GIORNI IN VERTICALE CON GRANDI NUMERI


Bilancio positivo per la prima edizione del Rock Master Festival di Arco (TN)
Ancora grande arrampicata in Trentino, con 5.000 spettatori per il solo Rock Master
Da Rock Junior alle grandi emozioni di Coppa del Mondo, un successo su tutti i fronti
Promosso il nuovo format, ora si guarda al futuro


Sono trascorsi venti giorni dalla conclusione della prima edizione di Rock Master Festival, e il presidente del comitato organizzatore, Albino Marchi, nel corso di un incontro con la stampa ha voluto fare un primo bilancio a caldo.
Dopo un Campionato del Mondo, il primo in Italia, ed oltre un quarto di secolo di esperienza nelle competizioni di arrampicata sportiva internazionale, Arco ha un posto d’eccellenza nel settore dello sport climbing mondiale, e lo ha confermato anche quest’anno.

La grande kermesse di arrampicata, andata in scena tra il 25 agosto e il 2 settembre scorsi, per la prima volta ha proposto in successione i tanti appuntamenti della tradizione arcense, dal Rock Junior per climbers in erba, alla Paraclimbing Cup per diversamente abili, passando per Arco Rock Legends e per lo storico Rock Master, ed ora per questi nove giorni verticali è tempo di bilanci e considerazioni.

Quando, dopo il Campionato del Mondo 2011, Albino Marchi e la SSD Arrampicata Sportiva Arco avevano deciso di ripartire con il Rock Master Festival, avevano in mente un obiettivo in particolare, ovvero quello di racchiudere in un unico pacchetto grandi eventi ed iniziative collegate all’arrampicata, in modo da coinvolgere sportivi e non. Detto fatto, obiettivo centrato, tra fine agosto ed inizio settembre Arco non è stata soltanto, com’è da oltre 25 anni, centro gravitante delle grandi competizioni internazionali, ma anche un punto d’incontro per atleti e pubblico, dove confrontarsi ed imparare molto sul mondo della montagna e dello sport e dove divertirsi con concerti, spettacoli e molto altro.

A pochi metri dall’iridato Climbing Stadium ha tenuto banco il Rock Master Village, aperto durante l’intero periodo del Rock Master Festival, punto di ritrovo del dopo-parete che ha totalizzato oltre 4.000 visitatori, segno tangibile dell’ampio movimento turistico e sociale che ruota attorno al Rock Master Festival.
Tante anche le persone impegnate nelle Experiences, ovvero le interessanti proposte per cimentarsi negli sport outdoor, dal trekking all’arrampicata, con l’accompagnamento di guide esperte. Un’opportunità che hanno colto in molti, così come quella di provare le ultime novità nel campo delle attrezzature specializzate grazie all’apposita Area Test, dove centinaia di persone hanno toccato con mano i prodotti delle maggiori aziende del settore.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti”, ha commentato il presidente della SSD Arrampicata Sportiva Arco, Albino Marchi, “la strada era in salita, visto che si trattava di un nuovo evento, ma le cose sono andate meglio del previsto. Siamo riusciti a centrare i nostri obiettivi, cioè non soltanto proseguire nel migliore dei modi la lunga tradizione sportiva di Arco, ma anche coinvolgere una larga fetta di persone, trasformando Rock Master e gli altri appuntamenti in una grande festa per tutti, promuovendo nel contempo Arco e il territorio del Garda Trentino a livello nazionale ed internazionale”.
Fondamentale è stato anche il supporto del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, del Centro Addestramento Alpino della Polizia di Moena che hanno “assicurato” gli atleti in parete, e della ASD Arcoclimbing che ha collaborato nell’organizzazione degli eventi.

I numeri parlano chiaro anche se si osserva l’ambito più strettamente legato alle gare, in particolare se si considerano i 5.000 spettatori complessivi radunati, il 1° e il 2 settembre scorsi, nell’arena ai piedi del Monte Colodri per godersi ogni istante del 26° Rock Master, nonostante due week end piovosi.
Due giornate che hanno goduto di ben 4 ore e mezza di diretta su Rai Sport con ottimi indici di audience, e durante le quali i migliori climbers del pianeta si sono cimentati nelle prove Lead, Boulder, Duello e nella Speed di Coppa del Mondo, avvalorata dall’emozionante vittoria italiana del giovane Leonardo Gontero.
C’è stata anche la “live” di tutte le gare sul sito internet della federazione internazionale, ma immagini sono andate in onda anche su oltre cento emittenti locali.

Oltre al corposo parterre di spettatori, per le competizioni dell’intero Rock Master Festival sono sbarcate in Trentino 700 persone tra atleti e rispettivi accompagnatori, alle quali si aggiungono 52 giornalisti e fotografi in rappresentanza di 14 nazioni.
Una significativa presenza di media, pubblico e di atleti di qualità, proprio come si è visto anche per il Rock Junior, la manifestazione giovanile che ha aperto il Rock Master Festival il 25 e 26 agosto, giornate nelle quali si sono stimate al Climbing Stadium circa 1.500 persone.

Buona la prima, dunque, per il Rock Master Festival, gli organizzatori hanno visto giusto perché l’unione tra sport, divertimento e turismo funziona, il nuovo format ha decisamente regalato un’ennesima nota positiva alla storia d’amore tra Arco e l’universo verticale. E se è vero che chi semina raccoglie, nel prossimo futuro la località dell’Alto Garda è senz’altro pronta ad aggiungere altre significative pagine alla storia dell’arrampicata sportiva. Marchi ha inoltre sottolineato che “molti operatori turistici e istituzioni hanno saputo cogliere l’importanza del nostro progetto, qualcuno ancora no. Sappiamo bene che il futuro non ci prospetta momenti economici entusiasmanti, ma Rock Master Festival sarà in grado di costruire un importante volano per il turismo. Spero solo che le istituzioni capiscano questa opportunità”.
“Il Comune di Arco c’è - ha ribadito l’assessore Renato Veronesi - come del resto è sempre stato al fianco di Rock Master. L’economia che l’evento è in grado di generare è importante per il territorio, ed Arco si conferma capitale dell’outdoor”.

Info: www.rockmasterfestival.com

Comunicato Stampa del 2 settembre 2012

ARCO INCORONA SCHUBERT E FAKHRITDINOVA
PUCCIO E SHARAFUTDINOV PADRONI DEI MASSI

Jakob Schubert e Dinara Fakhritdinova nuovi campioni Rock Master
Vittoria nel Duello davanti a Puigblanque, Eiter, Ondra e Malamid
Puccio e Sharafutdinov battono tutti nel Boulder
Ultimo giorno di successo del Rock Master Festival


Jakob Schubert e Dinara Fakhritdinova sono i nuovi signori di Rock Master ad Arco (TN). Oggi la chiusura del Rock Master Festival nella cittadina dell’Alto Garda e la gara regina di giornata è stata il duello sulla parete Lead. Duello perché si tratta di una sfida ad eliminazione diretta con imbrago e corde, dove oltre alla destrezza nel moschettonare conta anche la velocità nei confronti dell’avversario. Obiettivo: premere per primi il pulsante rosso al top della via, per andare avanti, possibilmente fino alla finale.

I migliori 8 uomini e 8 donne già visti all’opera nella Lead di ieri si sono presentati ai piedi del Climbing Stadium e le prime allo start sono state le ladies. Gli occhi di tutto il folto pubblico erano per la campionessa mondiale e vincitrice della prova di difficoltà Angela Eiter, per cinque volte anche padrona del Rock Master nella storia di questa “battaglia” in parete, la cui prima edizione risale al 1987. L’austriaca si è liberata facilmente dell’ecuadoriana Rosero ai quarti, ma in semifinale si è trovata di fronte l’accanita resistenza della connazionale Bacher. Dopo aver gareggiato in parallelo perfetto per tre quarti di via, la Eiter è sembrata pasticciare troppo nei pressi del top. La Bacher ne ha approfittato andando a vincere, apparentemente, perché la giuria federale ha assegnato la vittoria alla Eiter per una irregolarità in cui è incorsa la Bacher. Nella parte inferiore di tabellone, nel frattempo, la piccola grande Fakhritdinova eliminava con autorità prima l’austriaca Schranz e poi la connazionale Malamid.
E la finale era servita, tra colei che mai era andata sotto il top nelle prove Lead del sabato, contro la scattante climber russa, che in questa finale aveva fatto segnare i migliori tempi in assoluto. Fin dalle prime prese la russa è sembrata più in palla dell’avversaria e con il passare dei secondi il distacco tra le due è aumentato. La Eiter ha provato a reagire, ma era troppo tardi ormai e la ventenne Fakhritdinova si lasciava cadere con le braccia alte tra gli applausi del pubblico.

Russia quindi al femminile e Austria, si diceva, al maschile per questo Rock Master, con uno Jakob Schubert assolutamente imprendibile. A fermarlo ci ha provato per primo Silvio Reffo, ma l’azzurro ha tenuto botta solo per metà via. Dopodiché è toccato a Mario Lechner finire sotto i colpi e i balzi felini di Schubert che si è così lanciato verso la finalissima, dove ad attenderlo c’era un Adam Ondra più che mai motivato, dopo aver eliminato in semifinale niente meno che Ramon Puigblanque. Ondra e Schubert hanno corso praticamente in parallelo per metà gara, poi l’austriaco ha inserito il turbo e giunto sul soffitto del Climbing Stadium ha proposto un saggio di destrezza e agilità che ha fatto esplodere il boato del pubblico, e la strada verso la vittoria era spianata.

Prima e dopo il Duello, l’arena arcense del climbing ha ospitato anche le gare Boulder e ai massi si sono presentate alcune tra le massime cariche al mondo di questa disciplina. La formula era quella del KO, e fin da subito si è capito che tra le donne la francese Le Neve e l’americana Puccio sarebbero state da tenere d’occhio. Ma non erano sole, Olga Iakovleva è una faccia ben nota del boulder così come l’austriaca Saurwein, e c’era anche la trentina Annalisa De Marco. Purtroppo è toccato proprio alla giovane italiana uscire di scena per prima, seguita dall’israeliana Kremer e dalla tedesca Wurm. La Iakovleva ha mollato al penultimo boulder e in finale si sono presentate Puccio, Le Neve (nonostante un infortunio al volto) e Saurwein. L’americana a questo punto non ha avuto esitazioni e ha “flashato” il top in pochi movimenti, conquistando l’oro, davanti a Le Neve e Saurwein.
Al maschile erano 11 i concorrenti in lizza per il podio. La Russia appariva nettamente favorita con il campione del mondo Sharafutdinov e il detentore della Coppa Boulder Gelmanov. Ma la concorrenza leggeva nomi di peso come l’austriaco Schubert o i due fratelli sloveni Klemen e Jure Becan, con anche gli azzurri Preti e Scarperi decisi a ben figurare. Gara emozionante con tanti colpi di scena, che ha comunque sempre visto i russi in grande spolvero e alla fine, su un quinto boulder troppo complicato per tutti e “ritoccato” al volo dai tracciatori, è stato l’iridato Sharafutdinov a volare più alto di tutti e aggiudicarsi quindi la vittoria davanti a Gelmanov e Becan. Scarperi ha chiuso al nono posto e Lucas Preti ottimo quinto.

Con queste ultime due gare si è chiuso il Rock Master Festival 2012, una maratona di climbing partita il 25 agosto scorso con Rock Junior e chiusasi oggi dopo aver mandato in parete anche la Paraclimbing Cup, la Coppa del Mondo Speed, gli Arco Rock Legends e le gare Lead, davvero un riuscito primo Rock Master Festival. Gli apprezzamenti agli organizzatori sono giunti da più parti, le oltre 4 ore e mezza di diretta Rai Sport e gli oltre 25.000 contatti web parlano da sé, e la mente ora corre già all’edizione del prossimo anno.

Info: www.rockmasterfestival.com

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www.broadcaster.it

Classifica Rock Master - Duel:

Maschile:
1. Jakob Schubert (AUT); 2. Adam Ondra (CZE); 3. Mario Lechner (AUT); 4. Ramón Julian Puigblanque (ESP); 5. Jorg Verhoeven (NED)

Femminile:
1. Dinara Fakhritdinova 1992 (RUS); 2. Angela Eiter 1986 (AUT); 3. Evgenia Malamid 1987 (RUS); 4. Barbara Bacher 1982 (AUT); 5. Valery Kremer 1991 (ISR)

Classifica Rock Master - Boulder:

Maschile:
1. Dmitrii Sharafutdinov (RUS); 2. Rustam Gelmanov (RUS); 3. Klemen Becan (SLO); 4. Jakob Schubert (AUT); 5. Lucas Preti (ITA)

Femminile:
1. Alex Puccio (USA); 2. Melissa Le Neve (FRA); 3. Katharina Saurwein (AUT); 4. Juliane Wurm (GER); 5. Olga Iakovleva (RUS)

Comunicato Stampa del 02 settembre 2012

ITALIA SUPER VELOCE CON LEONARDO GONTERO
SPETTACOLO ANCHE IN PARETE LEAD AD ARCO (TN)


Leonardo Gontero nella storia dell’arrampicata Speed
Battuti i campioni russi, ucraini e cechi
Puigblanque ed Eiter senza rivali con la corda
Oggi Boulder e Duello a chiudere il Rock Master Festival


Ad Arco si respira climbing da giorni con il Rock Master Festival 2012 e ieri il Climbing Stadium ha ospitato la Coppa del Mondo Speed e le prove Lead. La velocità e la difficoltà con i migliori atleti mondiali, e partendo dalla velocità, l’azzurro Leonardo Gontero si è messo al collo il primo oro di Coppa nella storia dell’arrampicata azzurra.

Come detto, ad Arco in questi giorni si sono raccolte le massime cariche dell’universo climbing e il torinese di Susa ieri ha dimostrato al mondo che anche in Italia non si scherza a correre veloce in verticale. Dopo essersi liberato del non facile ostacolo francese Mawem agli ottavi di finale, Gontero si è trovato contro il gigante ceco Hroza, fino a ieri terzo in generale di CdM. Pronti via e a metà risalita un primo rombo da parte del pubblico: Hroza scivola, mentre Gontero vola in finale. Il Climbing Stadium è in festa, oro o argento che sia. Adesso c’è Sinitsyn però, un campione con la “C” maiuscola, uno che si è portato a casa tre coppe del mondo in carriera. La tensione è al massimo, l’azzurro e il russo volano verso il top e sembra abbia vinto l’italiano, ma c’è un problema, il cronometro non è scattato. Gara da ripetere. “Tenere la concentrazione Leo”, si sente dal pubblico, e Leo non tradisce. In 6”60 arriva a premere lo stop al cronometro, e questa volta non ci sono scusanti, il timing ha funzionato perfettamente. È oro.

La gara femminile Speed è stata vinta dalla russa leader di Coppa del Mondo Alina Gaydamakina, davanti alle connazionali Levochkina e Titova, in una prova che le russe hanno dominato appieno, basti pensare che anche la quarta e la sesta classificata sono compagne di nazionale della vincitrice.

Per quanto riguarda la gara lead, si è andati avanti fino a notte inoltrata, e i campioni del mondo in carica Ramon Julian Puigblanque ed Angela Eiter hanno dato prova delle loro capacità “mondiali” fin dalla prima scalata. Sono stati gli unici due a centrare il top nella gara “a vista” del mattino, che ha tenuto col naso all’insù anche un buon numero di tenaci spettatori, nonostante il meteo decisamente autunnale. Dopo la on-sight, è stata la volta della “lavorata” e i riflettori hanno illuminato a giorno l’arena trentina, dove subito si è messo in luce il russo Michail Chernikov, il quale con gran determinazione è salito oltre i tre quarti di via, prima di lasciarsi cadere nell’aria, consapevole di una prima posizione parziale non facile da scavalcare. Ci ha provato anche l’ottimo Silvio Reffo, ma a metà scalata si è dovuto arrendere ad un tracciato davvero insidioso e spettacolare in ogni passaggio. Dalla prova a vista del mattino, l’olandese Jorg Verhoeven ne era uscito quarto e fin dalle prime prese della lavorata è sembrato più che mai deciso a raggiungere quel top ancora inviolato fino a quel momento. Con agilità ed esperienza, il ventisettenne olandese ha riscaldato gli animi del pubblico, ma anche lui come Chernikov si è dovuto arrendere alla 48.ma presa. L’atmosfera già calda nel Climbing Stadium, si è infuocata all’uscita dell’austriaco vice campione del mondo Jakob Schubert e la memoria è immediatamente corsa alla sfida iridata 2011 contro Puigblanque che anche Schubert non ha certo dimenticato. Ecco allora la gara perfetta dell’atleta di Innsbruck che raggiunge il top con movimenti portentosi, quasi non facesse fatica, e il primo piazzamento provvisorio è suo, come il meritato posto a sedere nel “leader corner”.

Adam Ondra, nonostante i suoi venti anni scarsi, ha chiuso quasi mille vie in falesia e da tempo ha conquistato i cuori di climbers e semplici appassionati. Quando attacca la prime due prese della finale Lead di Arco, il pubblico lo segue in religioso silenzio. Ogni movimento sembra la cosa più naturale possibile per il ceco, una risalita morbida e senza sbavature, che però si interrompe bruscamente quando l’allungo verso il 43° appiglio fallisce e Ondra torna a terra con le mani tra i capelli. A quel punto rimane solo “Ramonet”, il campionissimo da anni ai vertici assoluti dell’arrampicata con corda. Presa dopo presa, senza esitazioni e sospinto dal pubblico che lo conosce bene ormai, lo spagnolo non fallisce e raggiunto il top saluta Arco dall’alto della parete trentina, con un grande sorriso sulle labbra.

L’austriaca Angela Eiter non ha forse bisogno di grandi presentazioni, il titolo mondiale vinto lo scorso anno ad Arco parla da sé e ieri la Eiter è stata la sola in grado di raggiungere il top, ricalcando la straordinaria prova del mattino e mostrando al mondo di essere la numero uno. Sia la connazionale Schranz che la russa Malamid ci hanno provato, sono salite a pochissimo dalla cima, anche la campionessa italiana Jenny Lavarda ha impressionato per l’ottima prova (4.a alla fine), ma come l’austriaca non è riuscita a fare proprio nessuno.

Sfogliando il programma di oggi, il Climbing Stadium si veste a festa con gli specialisti dei massi in parete durante tutta la mattinata. A partire dalle 8 si possono ammirare i boulderisti in ricognizione per alcune ore. La gara vera e propria scatterà alle 14 e le prime saranno le donne, seguite dalla prova maschile alle 17. Sempre nel pomeriggio, alle 15.40, lo stadio di Arco ospiterà la gara regina del Rock Master, il Duello, che quest’anno giunge alla 26.a edizione di sempre. Si tratta di una competizione di difficoltà in parallelo, dove la tecnica e l’intensità agonistica proprie della disciplina Lead si mescolano a destrezza e velocità. Occorre raggiungere il top prima dell’avversario che “corre” di fronte. Quasi inutile aggiungere che lo spettacolo sarà assicurato.

Info: www.rockmasterfestival.com

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Classifica finale Speed:

Maschile:
1. Leonardo Gontero (ITA); 2. Sergei Sinitcyn (RUS); 3. Libor Hroza (CZE); 4. Stanislav Kokorin (RUS); 5. Jedrzej Komosinski (POL)

Femminile:
1. Alina Gaydamakina (RUS); 2. Yuliya Levochkina (RUS); 3. Natalia Titova (RUS); 4. Kseniya Polekhina (RUS); 5. Monika Prokopiuk (POL)

Classifica finale Lead:

Maschile:
1. Ramón Julian Puigblanque (ESP); 2. Jakob Schubert (AUT); 3. Jorg Verhoeven (NED); 4. Mikhail Chernikov (RUS); 5. Adam Ondra (CZE)

Femminile:
1. Angela Eiter 1986 (AUT); 2. Christine Schranz 1988 (AUT); 3. Evgenia Malamid 1987 (RUS); 4. Jenny Lavarda 1984 (ITA); 5. Barbara Bacher 1982 (AUT)

Comunicato Stampa del 1° settembre 2012

SERATA CON LE STELLE DI ARCO ROCK LEGENDS
ARCO (TN) PREMIA ANNA STÖHR E SASHA DIGIULIAN


Rock Master Festival premia i top climbers nella serata di Arco Rock Legends
Consegnati ieri al Casinò di Arco (TN) il Salewa Rock Award e il La Sportiva Competition Award
Due atlete conquistano i “trofei”, Anna Stöhr (AUT) e Sasha DiGiulian (USA)
Al tedesco Stefan Glowacz è spettato il Climbing Ambassador by Aquafil

Ieri il Casinò di Arco (TN) ha ospitato un appuntamento ormai tradizionale nell’ambito del Rock Master, quello di Arco Rock Legends.
La serata, ribattezzata “notte degli Oscar”, fin dal 2006 premia gli atleti maggiormente rappresentativi dell’annata mondiale in parete, sia naturale sia artificiale, si tratta dunque di un evento entrato nella storia della località altogardesana e, dunque, inserito di diritto anche nel programma di questo primo Rock Master Festival, in chiusura tra oggi e domani con il 26° Rock Master.
Erano otto i top climbers mondiali in lizza per i due riconoscimenti, Sasha DiGiulian (USA), Dave Graham (USA), Adam Ondra (CZE), Iker Pou (ESP), Daniel Woods (USA) per il Salewa Rock Award che premia le performance su roccia, e Kilian Fischhuber (AUT), Jakob Schubert (AUT) e Anna Stöhr (AUT) per il La Sportiva Competition Award, destinato agli atleti più rappresentativi nelle competizioni di arrampicata sportiva.

Un posto nella storia se lo sono ritagliato proprio le uniche due donne in corsa, l’austriaca Anna Stöhr e la statunitense Sasha DiGiulian, alle quali la giuria internazionale, composta da giornalisti di ventuno riviste e portali web specializzati e presieduta dal regista RAI Giorgio Balducci, ha deciso di assegnare i due premi, dopo una lunga consultazione.
Anna Stöhr è la campionessa del mondo boulder in carica, l’oro lo ha ricevuto proprio ad Arco lo scorso anno quando vinse anche la sua seconda Coppa del Mondo di specialità, in un’annata da incorniciare che le è valsa il La Sportiva Competition Award. Proprio grazie al suo importante curriculum, l’austriaca ha battuto la concorrenza dei due connazionali Fischhuber, altro fuoriclasse del boulder e attualmente 2° nel ranking mondiale della disciplina, e Schubert, primo nel ranking mondiale lead e vicecampione del mondo di Arco 2011.

A sbaragliare l’eccellente concorrenza per il Salewa Rock Award ci ha pensato invece l’americana Sasha DiGiulian, 19 anni appena, ma già capace di stupire gli esperti mondiali. La giovane atleta della Virginia si è imposta non solo nelle competizioni, come dimostra l’argento conquistato ad Arco l’estate passata, ma anche nell’arrampicata su parete naturale, settore nel quale vanta due 9a lavorati e un 8b+ a vista.
Significative le motivazioni per le quali le due atlete hanno ricevuto i premi, nel caso della Stöhr “per la forza, la passione e la gioia che riesce ad esprimere in ogni competizione. Un esempio per tutti, non solo per i risultati assoluti ottenuti ma anche per lo stile”.

La DiGiulian ha invece ottenuto il riconoscimento “perché ha saputo spingere in avanti i confini dell'arrampicata sportiva dimostrando ancora una volta che occorre sognare gli orizzonti più lontani per vivere il futuro”.
Prima delle due fuoriclasse del panorama verticale, un doppio successo femminile c’era stato solo nel 2006, anno della prima edizione di Arco Rock Legends, quando le luci dei riflettori erano state tutte per Angela Eiter e Josune Bereziartu.
A tenere sotto la propria “ala” le due vincitrici c’era un ospite speciale, il tedesco Stefan Glowacz, già vincitore in passato del Rock Master, compresa la prima edizione del 1987. Proprio per le sue performance e per il ruolo di esempio sportivo rivestito in questi anni, a Glowacz è andato il premio Climbing Ambassador by Aquafil. “Ho uno splendido ricordo di Arco e del Rock Master”, ha detto Glowacz. “In ogni occasione ho trovato un’ottima accoglienza da parte di tutti e un clima di festa al quale ho preso parte sempre con grande entusiasmo. Si sa che in Italia si mangia e si beve decisamente bene.”

Sul palco degli Arco Rock Legends è salita anche l’azzurra Jenny Lavarda, che ha ricevuto una targa di merito per la sua 15.a presenza al Rock Master dal presidente dell’SSD Arrampicata Sportiva Arco, Albino Marchi. Marchi ha voluto anche sottolineare come il Comune di Arco sia da sempre parte integrante del team organizzativo dell’evento trentino.
Oggi è il giorno delle gare di velocità (Coppa del Mondo Speed con le qualifiche e la fase finale prevista alle 19,30) e di difficoltà (semifinali a vista alle 12,30 e lavorata alle 20,30). Il Rock Master 2012 ha ufficialmente aperto i battenti.

Info: www.rockmasterfestival.com
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Comunicato Stampa del 31 agosto 2012

OPEN BOULDER A ROCK MASTER,
QUALIFICA IN AZZURRO CON SCARPERI E DE MARCO


Seconda ed ultima giornata di qualifiche Open ad Arco, in Trentino
Da domani salgono in parete i big per il 26° Rock Master
I migliori di giornata sono stati Jure Becan (SLO) ed Olga Iakovleva (RUS)
Al Rock Master ci saranno anche gli azzurri Scarperi e De Marco


Da domani Arco (TN) apre il suo Climbing Stadium ad uno degli appuntamenti cardine dell’arrampicata sportiva, il Rock Master.
Nei prossimi due giorni l’arena iridata dell’alto Garda sarà un paradiso verticale per i più forti atleti del pianeta, ma anche per gli otto climbers che oggi si sono conquistati un posto grazie alle qualifiche internazionali Open della specialità boulder.
Quattro eletti al maschile ed altrettante al femminile, che dopodomani affiancheranno le otto teste di serie al Rock Master di specialità, ai quali si aggiungono, per la disciplina lead, i dieci qualificati di ieri.
Le gare si sono aperte in mattinata, alle 10.00 anziché alle 9.00 per evitare il maltempo, comunque la struttura degli otto blocchi di qualifica era coperta e gli atleti in gara hanno potuto competere senza problemi.
I primi a salire in parete sono stati i maschi, in arrivo da Argentina, Austria, Ecuador, Grecia, Italia, Messico, Russia, Slovenia e Venezuela per affrontare i “problemi” proposti dagli otto blocchi.

Un po’ come accaduto ieri nell’Open lead, anche oggi la scuola slovena ha messo in mostra tutta la propria maestria in verticale, in primis con Jure Becan, con ben cinque blocchi chiusi al primo tentativo.
Da Stefan Scarperi ci si aspettava una buona performance ma non certo un prestigioso secondo posto: l’altoatesino è stato l’unico italiano a superare il turno fra i maschi. Qualifica centrata anche per il messicano Maurizio Huerta e per l’altro sloveno Jernej Kruder, estremamente rapido nel risolvere i propri blocchi, con soltanto qualche incertezza al boulder sette, chiuso dopo nove tentativi.

Domenica al Rock Master boulder ci sarà una sfida in famiglia, insieme a Jure sarà in gara anche il fratello maggiore Klemen che, essendo tra i migliori boulderisti del ranking mondiale, è inserito di diritto nella start list del Rock Master.
Oltre al poker di atleti che oggi ha centrato la qualifica, soltanto altri due climbers sono riusciti a chiudere con otto top, vale a dire lo sloveno Urban Primozic, che ieri ha passato il turno per il Rock Master lead, e l’azzurro Francesco Vettorata, i quali però per i troppi tentativi utilizzati sono rimasti esclusi dal novero dei migliori 4. Semaforo rosso anche per gli altri italiani in gara, ovvero Damiano Capulli, Davide De Paoli, Marco Capano e Matteo Cittadini.

Molto selettiva la prova femminile, nessuna delle atlete in lizza è riuscita a chiudere tutti i blocchi, la sola ad avvicinarsi con sette top su otto è stata la russa Olga Iakovleva, prima ad ottenere il biglietto d’accesso al Rock Master di dopodomani. Come da pronostico, ha superato le qualifiche l’israeliana Valery Kremer (quattro top), alla quale si sono aggiunte la trentina Annalisa De Marco, con tre blocchi chiusi al primo tentativo, e la francese Alizée Dufraisse, che ieri si è guadagnata l’accesso anche al Rock Master lead.

Prima illustre esclusa dall’Open di oggi è stata la russa Yulia Abramchuk, il sogno di partecipare al Rock Master è poi sfumato anche per la milanese Anna Borella e per l’altoatesina Giulia Alton.
Da domani il gran gala verticale dell’arrampicata mondiale, il Rock Master, sarà di casa al Climbing Stadium di Arco, mentre stasera alle 21.00 presso il Casinò di Arco è in programma Arco Rock Legends, la “notte degli Oscar” con i premi La Sportiva Competition Award e Salewa Rock Award assegnati agli atleti più meritevoli dell’anno, nelle competizioni e su roccia. Al tedesco Stefan Glowacz, pezzo di storia dell’arrampicata, andrà invece il Climbing Ambassador by Aquafil.
Domani, sabato, diretta su Rai Sport 2 dalle 20,00 alle 22,30 e domenica dalle 16,30 alle 18,30.

Info: www.rockmasterfestival.com

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Classifica Qualifiche open Boulder:

Maschi:
1. Jure Becan (SLO); 2. Stefan Scarperi (ITA); 3. Maurizio Huerta (MEX); 4. Jernej Kruder (SLO); 5. Urban Primozic (SLO); 6. Francesco Vettorata (ITA); 7. Jan Haiko (AUT); 8. Santiago De Alba Flores (MEX); 9. Damiano Capulli (ITA); 10. Reinaldo Camacho (VEN)

Femmine:
1. Olga Iakovleva (RUS); 2. Valery Kremer (ISR); 3. Annalisa De Marco (ITA); 4. Alizée Dufraisse (FRA); 5. Yulia Abramchuk (RUS); 6. Carolina Rosero (ECU); 7. Mateja Hohkraut (SLO); 8. Anna Borella (ITA); 9. Giulia Alton (ITA); 10. Crina Ochenatu (ROU)

Comunicato Stampa del 30 agosto 2012

CACCIA AL “PETTORALE” PER ROCK MASTER
AL FESTIVAL DI ARCO (TN) LE GARE OPEN


Rock Master Festival, oggi in parete le qualifiche internazionali Open
Nell’arena di Arco (TN) atleti a caccia del “pass” per Rock Master
Qualificati alla gara lead di sabato 5 uomini e 5 donne
“Promosso” anche l’azzurro Silvio Reffo


Gli otto “best climbers” del ranking mondiale, come sempre, hanno le porte aperte al Rock Master di Arco (TN), quest’anno, dopo insistenze, grazie alla gara “Open” anche altri atleti hanno la possibilità di conquistarsi un posto… al sole.
Per questo primo atto delle qualificazioni, dedicato alla disciplina lead, nella sesta giornata di Rock Master Festival sono saliti in parete atleti di Russia, Francia, Grecia, Italia, Israele, Ecuador, Messico, Slovenia, Venezuela e Cile, a caccia di uno dei cinque posti disponibili per i maschi e altrettanti per le femmine.
Per raggiungere l’obiettivo i climbers hanno dovuto affrontare due selettive vie di qualifica, dal grado di difficoltà 7c ed 8a al maschile e 7b e 7b+ per la categoria femminile.

A mettersi in evidenza, in prima battuta, è stata la scuola sudamericana, lo specialista del boulder Mauricio Huerta è stato il primo a salire in parete ed ha raggiunto il top nella prima via, così come il venezuelano Reinaldo Camacho e il cileno Tomas Ravanal. Come da copione se la sono cavata egregiamente gli sloveni, sia Urban Primozic sia i due fratelli Becan, Jure e Klemen, quest’ultimo già di diritto in gara al Rock Master per la specialità boulder.
Al top nella prima via anche gli azzurri Silvio Reffo e Francesco Vettorata, ma il cammino per la qualifica era ancora lungo, con la seconda e decisiva via in programma in tarda mattinata.
Una prova di resistenza, nella quale sono riusciti ad agguantare il top soltanto gli sloveni Urban Primozic e Klemen Becan, indubbiamente i migliori di giornata, i quali grazie al doppio top sono giustamente entrati nelle rosa dei partecipanti del Rock Master lead.

Molto convincente poi la prova del vicentino Reffo, terzo classificato in questa fase preliminare e per il quale, dunque, l’avventura del Rock Master continua, turno superato anche per i due sudamericani Tomas Ravanal (CHI) e Reinaldo Camacho (VEN). Esclusi invece dalla selezione odierna gli altri italiani Francesco Vettorata, Claudio Arigoni e Lorenzo Carasio, a cui resta comunque la soddisfazione di aver tentato di schiudere le porte di quello che, per i climbers, è un evento da sogno.
La lotta al femminile è stata la più serrata, a combattere per i cinque posti in palio c’erano otto ragazze tra cui anche, unica azzurra, la bellunese Sara Avoscan. Nella sua prima via si è difesa con determinazione, superando i primi due “muri” e cedendo solo sul tetto finale, centrando un buon 43+. Nella seconda prova, però, è stata frenata da un’incertezza, il piede le è scivolato nella prima metà della parete ed ha così dovuto dire addio al sogno di qualifica.

La francese Alizée Dufraisse è riuscita invece a superare il turno d’accesso al Rock Master con un doppio top, così come le due forti russe Evgenia Malamid e Dinara Fakhritdinova. Oltre a questo trio anche l’ecuadoriana Carolina Rosero e l’israeliana Valery Kremer hanno strappato un biglietto d’andata per sabato, entrando dunque a far parte del novero di atleti dl Rock Master 2012, per i quali è in programma la presentazione ufficiale al Climbing Village stasera alle 21.00.
Dopo questa giornata in salsa internazionale il Rock Master Festival prosegue con gli eventi di grande arrampicata, le qualifiche Open boulder sono confermate domani alle 9.00, salvo impossibilità a causa del maltempo, in questo caso verranno posticipate a sabato (ore 15.00), giornata in cui si aprirà anche il Rock Master 2012.

Domani alle 21.00 sarà anche la volta di Arco Rock Legends, la serata di gala che assegnerà i premi La Sportiva Competition Award e Salewa Rock Award agli atleti più meritevoli dell’annata sportiva mondiale, mentre il climber tedesco Stefan Glowacz riceverà il Climbing Ambassador by Aquafil.

Info: www.rockmasterfestival.com

I 10 qualificati al Rock Master lead:

Femmine: 1. Malamid Evgenia (RUS); 2. Fakhritdinova Dinara (RUS); 3. Dufraisse Alizée (FRA); 4. Rosero Carolina (ECU); 5. Kremer Valery (ISR)

Maschi: 1. Primozic Urban (SLO); 2. Becan Klemen (SLO); 3. Reffo Silvio (ITA); 4. Ravanal Tomas (CHI); 5. Camacho Reinaldo (VEN)

Comunicato Stampa del 28 agosto 2012

ROCK MASTER FESTIVAL È SENZA BARRIERE
AD ARCO PARACLIMBING CUP IN PARETE

Paraclimbing Cup oggi di scena al Rock Master Festival di Arco (TN)
Atleti da cinque nazioni in parete per le gare lead
Successi al “top” anche per gli italiani Parente, Stefani, Salvagnin, Giacobbo e Pellandra
Stasera al Climbing Village incontro con Paul Pritchard

Ancora arrampicata internazionale ad Arco (TN) con la quarta giornata del Rock Master Festival. Oggi tutti con il naso all’insù per seguire la Paraclimbing Cup, gara dedicata ai diversamente abili, per la quale si sono sfidati nella disciplina lead atleti da 5 nazioni.
Uno spettacolo che Arco ha già avuto l’onore di ospitare, per primo nella storia, in veste mondiale con il 1° Campionato del Mondo di Paraclimbing, disputato appunto nella località trentina la scorsa estate, e che dunque di diritto ha trovato naturale seguito all’interno della nove giorni verticale del Rock Master Festival.

Dalle 10.00 di stamattina sono saliti in cattedra, prima per le qualifiche e poi per la finale, atleti provenienti da Italia, Russia, Ungheria, Spagna e Germania, autentici esempi di sportività perché la loro passione va oltre i limiti fisici, come la mancanza della vista o degli arti, e con tenacia e carattere hanno incantato la platea del Climbing Stadium.
Una lunga serie di applausi è ovviamente spettata ai vincitori, come all’azzurra Silvia Giacobbo Dal Prà che si è imposta nella categoria dei disabili fisici (PD) insieme all’ungherese campione del mondo Andras Szijarto, che ha preceduto l’ottimo azzurro Alessio Cornamusini.

Nella medesima categoria si è dovuto invece accontentare del bronzo il russo Vladimir Netsvetaev, il migliore dopo le qualifiche ma alla fine “solo” terzo. Al collo di Netsvetaev c’è una medaglia d’oro mondiale, quella guadagnata ad Innsbruck nel 1993, ora gareggia tra i paraclimbers perché dopo un infortunio ha scelto di proseguire la carriera agonistica da diversamente abile.
La Paraclimbing Cup oggi ha visto protagonisti anche altri paraclimbers italiani, ovvero i medagliati del Campionato del Mondo Paraclimbing di Arco 2011 Silvia Parente (cat. di disabilità visiva B1), Matteo Stefani (B1) e Simone Salvagnin (B2), oltre a Martina Pellandra nella categoria B2 femminile.

Sugli scudi anche il forte spagnolo Urko Carmona, campione del mondo speed in carica ed amputato ad una gamba, che ha vinto la propria categoria (AL) davanti al tedesco Thomas Meier e all’altro teutonico, vicecampione del mondo, Gunther Grausam.
Particolarmente emozionante è stato vedere all’opera il tedesco (ed iridato lead ad Arco 2011) Sebastian Richter, “sovrumana” la sua grinta nel risalire la via affidandosi alla sola forza delle braccia, dato che è paralizzato agli arti inferiori. Per lui è arrivata la bella soddisfazione di vincere nella propria categoria (PD special).

La Paraclimbing Cup di oggi è stata, per la quasi totalità degli atleti, anche un importante test in vista dell’imminente rassegna iridata di Paraclimbing, di casa in Francia, a Parigi, tra un paio di settimane. Tra questi anche gli azzurri vincitori della Paraclimbing Cup odierna, ovvero Parente e Stefani (B1), Salvagnin (B2) e Giacobbo Dal Prà (PD), ai quali si aggiungono Giulia Poggioli, oggi seconda nella B2, Alessio Cornamusini e Matteo Alberghini, 2° e 4° rispettivamente nella categoria dei disabili fisici, che vestiranno la maglia azzurra al Campionato del Mondo di Paraclimbing del 12-16 settembre.
Al di là della classifica vera e propria, tutti gli atleti hanno messo in campo qualità tecniche e grande abilità, ognuno è stato protagonista dell’evento, realizzato sotto l’egida della IFSC, della FASI (rappresentata oggi ad Arco dal presidente Ariano Amici) e del Comitato Italiano Paraclimbing (CIP).

A seguire con entusiasmo le competizioni c’era l’atleta e scrittore britannico Paul Pritchard, talento dell’arrampicata degli anni Novanta la cui passione è continuata anche dopo un grave incidente. Pritchard sarà protagonista dell’incontro di stasera al Climbing Village (ore 21.00), durante il quale verranno proiettati due videoclip a lui dedicati.
Il gran gala dell’arrampicata offerto dal Rock Master Festival è ben lungi dal terminare, il programma è fitto di impegni a cominciare dalla giornata di domani, quando il Climbing Village accenderà i riflettori sui grandi protagonisti dell’arrampicata planetaria. Alle 21.00 verrà presentata la squadra Alpy Team con la ceca Lucie Hrozová e il climber di punta Adam Ondra, protagonista anche del film “The wizard's apprentice”, ovvero “Apprendista Stregone”, proiettato dalle 22.30.
Giovedì e venerdì si torna invece in parete, il Climbing Stadium propone le gare internazionali Open che offriranno a cinque atleti nella lead e a quattro atleti nel boulder l’opportunità di prendere parte al Rock Master dell’1-2 settembre, evento per eccellenza dell’arrampicata mondiale con cui si chiuderà questo primo Rock Master Festival.

Info: www.rockmasterfestival.com

Download immagini TV:
www.broadcaster.it

Classifica:

Cat. AL
1 Carmona Urko ESP; 2 Meier Thomas GER; 3 Grausam Gunther GER

Cat: B1
1 Parente Silvia (ITA); 2 Papa Lucia Sabrina (ITA)

Cat. B1
1 Stefani Matteo (ITA); 2 Causin Alessandro (ITA); 3 Neustupkin Dmitry (RUS)

Cat. B2
1 Pellandra Martina (ITA); 2 Poggioli Giulia (ITA)

Cat. B2
1 Salvagnin Simone (ITA); 2 Cevenini Giulio (ITA); 3 Gavrilov Ilia (RUS)

Cat. PD
1 Giacobbo Dal Pra Silvia (ITA)

Cat. PD
1 Szijarto Andras (HUN); 2 Cornamusini Alessio (ITA); 3 Netsvetaev Vladimir (RUS)

Cat. PD special
1 Richter Sebastian (GER)