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IFSC CLIMBING world championship
15-24 luglio 2011 - Città di Arco (TN)

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Comunicato Stampa del 24 luglio 2011

CHERESHNEVA E ONDRA SONO …ROCK MASTER
CHIUSURA SPETTACOLARE DEL CAMPIONATO DEL MONDO


La russa ed il ceco vincono il 25° Rock Master
Tauporn ed Ernst sono d’argento
Chiude alla grande il Campionato del Mondo IFSC 2011
Arco si conferma paradiso italiano del climbing


Adam Ondra e Yana Chereshneva sono i nuovi sovrani di Rock Master dopo aver “duellato” sulle pareti di Arco (TN) che hanno dispensato le medaglie iridate. Dopo la chiusura di ieri sera del Campionato del Mondo, oggi il Climbing Stadium trentino ha incoronato il ceco e la russa, successori al trono di quella che nel mondo è tra le più celebri manifestazioni di arrampicata. In un’edizione davvero straordinaria, quella del 25° anno, Rock Master ha assegnato il suoi “ori” con il “Duello” di questo pomeriggio, dove i migliori e le migliori 16 specialisti della Lead a livello mondiale si sono sfidati in una velocissima battaglia ad eliminazione diretta. Difficoltà mista a velocità, ecco cos’è in definitiva il Duello.

Le prime ad armarsi di magnesite e corda sono state le donne e il primo colpo di scena è giunto ai quarti, quando la campionessa mondiale Angela Eiter è stata eliminata dalla giovane statunitense Sasha Digiulian. Brava e determinata, la nordamericana già vice campionessa iridata di boulder ha approfittato di un paio di piccoli passi falsi dell’avversaria, ed è arrivata per prima a premere il pulsante di stop del cronometro in cima alla via. Le altre due austriache Röck e Posch, protagoniste nel mondiale 2011, sono anche loro incappate in qualche errore di troppo ai quarti, lasciando via libera alla connazionale Johanna Ernst ed alla slovena Mina Markovic. La Chereshneva, nel frattempo, si è liberata facilmente della sudcoreana Kim, non certo in gran giornata oggi.

Anche nella gara maschile, i primi verdetti sono arrivati con i quarti di finale quando il neo campione iridato Puigblanque doveva piegarsi alla superiore intraprendenza del tedesco Thomas Tauporn, una furia oggi nell’arena arcense. Di straordinaria potenza sono state anche le prove del francese Manuel Romain, che ha lasciato a terra Magnus Midtboe, e del vice campione mondiale Jakob Schubert, troppo veloce per il nipponico Sachi Amma. Ondra, dopo aver eliminato Romain Desgrange agli ottavi, bruciava ai quarti un quantomai tenace Cedric Lachat, complice un tremendo moschettone su cui lo svizzero perdeva troppi secondi proprio sul chiudere di manche.
Nella prima semifinale femminile, la campionessa del mondo lead 2009 Johanna Ernst si è trovata di fronte la Digiulian, la quale ha opposto ben poca resistenza, lasciando una facile finale alla “collega” austriaca. Più combattuto è stato il duello Chereshneva – Markovic, con la russa più lesta della slovena nei moschettonaggi e di conseguenza più agile nel raggiungere prima il tetto e poi il top.

Chereshneva – Ernst era quindi la finalissima per laurearsi nuova regina di Rock Master. Pronti via e la russa ha messo il turbo a gambe e mani. La Ernst non mollava e nel tratto più tecnico all’inizio del tetto recuperava tutto lo svantaggio. All’uscita del “tetto”, però, una lieve indecisione le faceva perdere lo slancio per chiudere e la Chereshneva non si lasciava certo sfuggire la ghiotta opportunità di vincere il suo primo Rock Master.
La finale per il terzo posto era un assolo della giovane Digiulian che si andava a mettere al collo la medaglia di bronzo. In gara tra le donne c’era anche l’azzurra Jenny Lavarda che tuttavia non è andata oltre gli ottavi di finale.

Rock Master al maschile ha visto come primo protagonista in semifinale il teutonico Tauporn, che senza alcuna difficoltà si è liberato del francese Romain. Nella parte bassa del tabellone, Adam Ondra mostrava a tutti (e a Schubert in particolare) di che pasta fosse fatto. In finale lo aspettava Tauporn. Agilità contro potenza, in un duello di livello eccezionale, stellare. Fino a metà parete, la gara è rimasta pressoché in parità, finché le lunghe leve del ceco hanno prevalso su un comunque ottimo Tauporn, il quale però, giunti in zona tetto, si è dovuto arrendere alla maggior destrezza del contendente. Il volo finale di Ondra dal top del Climbing Stadium, ha chiamato a sé l’ovazione del tanto pubblico accorso oggi in quel di Arco. In terza posizione ha chiuso Jakob Schubert.

Con Rock Master e la bella cerimonia di chiusura successiva, si è chiuso il primo Campionato del Mondo di arrampicata sportiva disputato in Italia. La classifica generale per nazioni legge in prima posizione la Russia (191 punti), seguita dagli Stati Uniti (167 pt) e dalla Slovenia (164 pt). Per l’Italia un buon 14° posto finale davanti a forti nazioni come la Francia o il Giappone. Gli ultimi medagliati del mondiale sono stati i vincitori della combinata (Lead, Boulder e Speed), ovvero Sasha Digiulian e Adam Ondra. Anna Stöhr e Thomas Tauporn hanno vinto l’argento, mentre Mina Markovic e Cedric Lachat sono di bronzo.
Ad Arco è così calato il sipario su una dieci giorni di evento iridato a cui hanno preso parte oltre 700 atleti di 58 nazioni, oltre 25.000 spettatori, che hanno avuto la possibilità (anche grazie ad un meteo in linea di massima clemente e soleggiato) di godersi quello che in Italia può essere considerato il paradiso assoluto del climbing e dell’outdoor.

Info:www.arco2011.com

Classifiche:

DUELLO UOMINI - 1) Ondra Adam (CZE); 2 Tauporn Thomas (GER); 3) Schubert Jakob (AUT); 4) Romain Manuel (FRA); 5) Midtboe Magnus (NOR); 6) Julian Puigblanque Ramón (ESP); 7) Amma Sachi (JPN); 8) Lachat Cédric (SUI); 9) Supper Gauthier (FRA); 10) Min Hyunbin (KOR); 11) Zazulin Evgeny (RUS); 12) Ovchinnikov Evgeny (RUS); 13) Desgranges Romain (FRA); 14) Chernikov Mikhail (RUS); 15) Verhoeven Jorg (NED); 16) McColl Sean (CAN)

DUELLO DONNE - 1) Chereshneva Yana (RUS); 2) Ernst Johanna (AUT); 3) DiGiulian Sasha (USA); 4) Markovic Mina (SLO); 5) Kim Jain (KOR); 6) Eiter Angela (AUT); 7) Posch Katharina (AUT); 8) Röck Magdalena (AUT); 9) Schranz Christine (AUT); 10) Kobayashi Yuka (JPN); 11) Ciavaldini Caroline (FRA); 12) Durif Charlotte (FRA); 13) Lavarda Jenny (ITA); 14) Vidmar Maja (SLO); 15) Eyer Alexandra (SUI); 16) Han Seuran (KOR)

COMBINATA UOMINI - 1) Ondra Adam (CZE) 145.00; 2) Tauporn Thomas (GER) 84.00; 3) Lachat Cédric (SUI) 82.00; 4) McColl Sean (CAN) 57.00; 5) Midtboe Magnus (NOR) 55.00; 6) Becan Klemen (SLO) 26.00; 6) Devyaterikov Artyom (KAZ) 26.00; 8) Marin Garcia Eduard (ESP) 14.00; 9) Ghisolfi Stefano (ITA) 11.00; 10) Devyaterikov Nikita (KAZ) 9.00; 11) Quinteros Andres (ECU) 4.00; 12) Molchanov Alexey (KAZ) 3.00

COMBINATA DONNE - 1) DiGiulian Sasha (USA) 120.00; 2) Stöhr Anna (AUT) 102.00; 3) Markovic Mina (SLO) 75.00; 4) Kuznetsova Tamara (KAZ) 67.00; 5) Gros Natalija (SLO) 65.00; 6) Eyer Alexandra (SUI) 49.00; 7) Johnson Alex (USA) 43.00; 8) Lavarda Jenny (ITA) 34.00; 9) Bacher Barbara (AUT) 16.00; 9) Dufraisse Alizée (FRA) 16.00; 9) Pan Xuhua (CHN) 16.00; 12) Hafsaas Tina Johnsen (NOR) 12.00; 13) Stotz Rebekka (SUI) 7.00; 14) Riddle Dana (USA) 6.00; 15) Bryakina Anastassiya (KAZ) 5.00

NAZIONI - 1) Russian Federation, 191; 2) United States of America, 167; 3) Slovenia, 164; 4) Switzerland, 148; 5) Czech Republic, 145; 6) Korea, 118; 7) People's Republic of China, 116; 8) Austria, 115; 9) Kazakhstan, 108; 10) Germany, 84; 11) Ukraine, 72; 12) Norway, 65; 13) Canada, 57; 14) Italy, 42; 15) Japan, 40; 16) Indonesia, 33; 17) Islamic Republic of Iran, 28; 18) Finland, 24; 19) France, 16; 20) Spain, 14

Broadcast:
http://www.broadcaster.it/

Comunicato Stampa del 24 luglio 2011

IL MONDO ED ARCO (TN) AI PIEDI DI RAMONET
SPAGNOLO NUOVO CAMPEON LEAD


Puigblanque conquista la medaglia d’oro nella Lead
Schubert e Ondra sono argento e bronzo
Oltre 8.000 spettatori incantati dai fuoriclasse del climbing
Oggi Duello (14,30) e cerimonia di chiusura al Climbing Stadium (17,30)


Ramon Julian Puigblanque è il Campione del Mondo 2011 di arrampicata Lead. Tutta Arco (TN) e il suo gremito Climbing Stadium (oltre 8.000 spettatori) hanno acclamato ieri notte il piccolo grande “Ramonet” nella conquista del secondo titolo mondiale della carriera. A farne le spese, tra gli altri, anche i giovani Jakob Schubert e Adam Ondra, due che del climbing hanno fatto una ragione di vita, oltre che la propria disciplina sportiva, ma che nulla hanno potuto di fronte allo straripante catalano.
Che fosse il “re” del climbing, Ramonet, lo si sapeva. Detentore della Coppa del Mondo di specialità, leader del world ranking e cinque Rock Master vinti negli ultimi sei anni parlano da sé. In verità, però, non sono solo i risultati a raccontare uno dei più grandi arrampicatori di sempre.

Dopo le semifinali del pomeriggio, appariva cristallino come la battaglia per la conquista dell’oro avrebbe avuto i signori Schubert (top) e Ondra (poche prese dal top) tra i protagonisti principali. Della partita sarebbero stati anche il norvegese Magnus Midtboe, il francese Manuel Romain, il sorprendente coreano Hyunbin Min, il russo Evgeny Zazulin e il suo connazionale Evgeny Ovchinnikov, classe 1971 ed esperienza da vendere. E poi c’era Ramonet, passato alle qualifiche con due top raggiunti, e la terza via chiusa con impressionante facilità anche in semifinale.

Calata la notte nella magica arena iridata di Arco, lo spettacolo della finalissima ha preso il via con il più “anziano” atleta di questo campionato del mondo, il russo Ovchinnikov, ad aprire l’immacolata via verso il titolo. Intensa e selettiva fin dal primissimo tratto, la parete trentina si è lasciata calcare dal quarantenne atleta russo fino al primo volume, ma qui l’avventura di Ovchinnikov si è conclusa, tra gli applausi del pubblico festante nel parterre. Dopo di lui è stata la volta del connazionale Zazulin, vent’anni in meno del compagno di squadra, ma il troppo nervosismo lo ha fatto “precipitare” e concludere il suo Mondiale in ottava posizione. Il francese Romain e il nordico Midtboe (in gara con il lutto al braccio per i tragici accadimenti in Norvegia di venerdì) hanno entrambi mostrato piena coscienza dei propri mezzi, non hanno mai subito il tracciato, e hanno attaccato con estrema sicurezza. Oltrepassata metà via, però, hanno dovuto arrendersi all’insidiosa uscita dal grande volume tondo di colore rosso, che li ha fatti tornare…coi piedi per terra. Hyunbin Min è stato una furia fin dai primi metri, ha sbandierato un paio di volte prima di lasciarsi cadere, esausto, poco prima del volume rosso.

Quando Adam Ondra ha fatto il suo ingresso nell’arena di Arco, il boato del pubblico è stato assordante. Agile, con le sue lunghe leve e la sua classe innata, il ceco ha danzato tra prese e moschettoni, ha raggiunto il tetto dello stadio dove ha deciso di riposare per qualche secondo. “Vedevo il top vicinissimo, mi sono fermato un momento per caricare il salto, di testa però avevo probabilmente speso troppo. Così sono saltato, ma quella ultima presa l’ho solo sfiorata.” E Ondra si liberava nell’aria avvolto da applausi scroscianti. Jakob Schubert è arrivato al suo primo mondiale “senior” con un Europeo e un Mondiale Junior vinti due anni fa. A Chamonix in Coppa del Mondo, dieci giorni fa, è stato il migliore e ieri partiva per penultimo. Con estrema agilità ha superato tutti i passaggi dove gli avversari erano crollati, finché non è salito al tetto. Ad attenderlo solamente il top, la chiusura della via e la medaglia più preziosa. “Mi sono aggrappato con una mano e sentivo di averla afferrata quella presa. In una frazione di secondo mi sono trovato a roteare in aria, lontano dal top.”

Ultimo della lista, Ramonet. È sembrato passeggiare, calmo e risoluto lungo l’intero tracciato. Saliva in altezza e con lui le grida del Climbing Stadium. Ultimo metro, ultima decontrazione, i polsi e le dita sembravano non tenere, ma era solo un’illusione. Un gatto lo spagnolo, è salito fino in cielo e prima di moschettonare sul top, appeso con una sola mano, si è girato verso Arco e ha alzato il pugno in segno di vittoria.
Tornato a terra, l’abbraccio di tutta Arco, dei suoi tifosi e della sua compagna è stato immenso. Hanno tutti abbracciato il “campeon”, compresa una simpatica signora volontaria della Croce Rossa, che non si è fatta sfuggire l’occasione di un autografo dal nuovo Campione del Mondo.

“Incredibile, quasi non ci credo nemmeno io”, ha commentato il catalano a fine gara, “ad Arco ormai sono di casa, anche se ogni vittoria è sempre una soddisfazione immensa.”
Così si è concluso l’undicesimo Campionato del Mondo di Arrampicata – IFSC Climbing World Championship per quanto riguarda le gare. Oggi alle 14,30 prenderà il via il celebre “Duello”, la gara di Lead in velocità per festeggiare anche il 25.mo anniversario di Rock Master. Seguirà la cerimonia di chiusura alle 17,30.

Classifiche:
1) Julian Puigblanque Ramón (ESP) Top; 2) Schubert Jakob (AUT) 50-; 3) Ondra Adam (CZE) 50-; 4) Midtboe Magnus (NOR) 45-; 5) Romain Manuel (FRA) 41-; 6) Min Hyunbin (KOR) 39-; 7) Ovchinnikov Evgeny (RUS) 25-; 8) Zazulin Evgeny (RUS) 23-

Broadcast:
http://www.broadcaster.it/

Comunicato Stampa del 23 luglio 2011

QIXIN ZHONG, ORO DA RECORD AD ARCO (TN)
TITOLO INATTESO PER LA RUSSA KRASAVINA


Speed da urlo questa sera nell’ultima giornata mondiale dell’arrampicata
Il cinese Zhong si rimette al collo l’oro maschile e batte Kokorin
La cinese He (4.a) fallisce l’obiettivo, vince inattesa la russa Maria Krasavina
Tantissimo pubblico ed il Mondiale di Arrampicata è sempre più un successo


Qixin Zhong, il “Bolt” dell’arrampicata Speed. Il cinese è stato tanto veloce da togliersi dal collo l’oro di Qinghai 2009, quanto a rimetterselo solo due anni più tardi ad Arco (TN) e col nuovo record mondiale di 6”26.
Solo 6”26 per aggredire 15 metri di parete strapiombante e urlare al mondo che è lui il più forte di tutti, il più veloce. Per una conferma al maschile, una bella sorpresa al femminile, anzi tre sorprese. La nuova campionessa del mondo è la russa Maria Krasavina, al suo primo mondiale mette un sigillo che conta, davanti alla connazionale Anna Tsyganova, una che promette scintille in questa nuova generazione della speed russa. La Krasavina aveva mandato un segnale forte già nelle qualificazioni col miglior tempo di giornata, e negli step successivi si è migliorata fino all’oro. Inattesa anche la medaglia di bronzo, con la kazaka Tamara Kuznetsova che si è sbarazzata, con un briciolo di fortuna, della campionessa iridata uscente, la cinese Cuilian He.
Al maschile Zhong ha vinto la sfida finale contro il russo Stanislav Kokorin, sorpreso di aver battuto ai quarti quel Sergey Abdrakhmanov fino a quel momento recordman del mondo, ma che oggi è rimasto vittima di uno scivolone che alla terzultima presa lo ha messo fuori gioco.

Tornando a Kokorin, il ventunenne ha sperato fino all’ultimo in un doppio oro russo con la connazionale Krasavina, ma Zhong stasera era determinatissimo a riconfermarsi re della velocità…all’insù. “Questo ragazzo è incredibile. In finale credevo davvero di averlo battuto, ma non è andata così. Peccato”, è stato il commento del russo comunque soddisfatto dell’argento e del suo nuovo record personale di 6”30.
Già, Kokorin ha perso l’oro, o meglio Zhong ha vinto la medaglia più preziosa, per soli 4 centesimi! La medaglia di bronzo maschile se l’è messa al collo il diciottenne ucraino Danylo Boldirev, bravo a liberarsi lungo il cammino di campioni come il ceco Hroza e gli altri forti russi Vaitsekhovsky e Novikov.

Pubblico straripante anche per le gare Speed oggi ad Arco. Un prato preso d’assalto da migliaia di spettatori che non si sono persi un attimo di questo grande spettacolo. E l’Italia? C’erano anche gli azzurri in gara nella speed di oggi. Se tra i maschi nessuno tra Gianluca Sirotti, Stefano Ghisolfi, Michel Sirotti e Leonardo Gontero è riuscito ad andare oltre le qualifiche, al femminile Sara Morandi è approdata agli ottavi con il nuovo record italiano di 10”50. La sorte a quel punto ha voluto che la sua sfidante fosse la numero due del ranking mondiale Yulija Levochkina, davanti alla quale l’italiana è stata costretta ad arrendersi. Davvero un peccato. Ma tra le donne più veloci, il biglietto per un viaggio verso il podio è stato strappato anche a Edyta Ropek, venuta ad Arco con la convinzione di arricchire il suo medagliere con un oro mondiale, ma rimasta “al palo” ai quarti così come Kseniia Alekseeva.

Prima delle finali di oggi è stato osservato un minuto di silenzio per i tristi accadimenti di ieri in Norvegia.
Domani il Campionato del Mondo di Arco calerà il suo sipario e lo farà alle 17.30 con la cerimonia ufficiale di chiusura al Climbing Stadium. Prima però, i campioni dell’arrampicata mondiale saliranno in parete per l’ultima volta con il mitico “Duello” reso celebre da Rock Master. Si celebreranno così i 25 anni della manifestazione trentina, con la speranza di avere presto una nuova medaglia iridata proprio per il “Duello”.

Info: www.arco2011.com

Classifiche:
UOMINI: 1) Zhong Qixin (CHN); 2) Kokorin Stanislav (RUS); 3) Boldyrev Danylo (UKR) ; 4) Novikov Ivan (RUS) ; 5) Hroza Libor (CZE) ; 6) Swirk Lukasz (POL) ; 7) Noya Erik (VEN) ; 8) Abdrakhmanov Sergey (RUS)

DONNE: 1) Krasavina Maria (RUS) ; 2) Tsyganova Anna (RUS) ; 3) Kuznetsova Tamara (KAZ) ; 4) He Cuilian (CHN) ; 5) Ropek Edyta (POL) ; 6) Alekseeva Kseniia (RUS) ; 7) Titova Natalia (RUS) ; 8) Levochkina Yuliya (RUS) ; 11) Morandi Sara (ITA)

Broadcast:
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Comunicato Stampa del 23 luglio 2011

ARCO (TN): ANGELA EITER ÜBER ALLES
È LA NUOVA REGINA MONDIALE LEAD


L’austriaca pesca il jolly dove tutte avevano fallito
Argento alla Kim e bronzo alla Röck
Ieri superati i 20.000 spettatori al mondiale di Arco (TN)
Oggi Speed e Lead maschile


Angela Eiter è la nuova campionessa mondiale di arrampicata Lead. Ad Arco (TN) la 25enne climber austriaca ieri ha conquistato il suo terzo titolo iridato, dopo quelli vinti nel 2005 in Germania e nel 2007 in Spagna.
Ieri sera, in un Climbing Stadium gremito all’inverosimile, l’atleta di Imst ha emozionato, divertito ed impressionato, andando a toccare il cielo con un dito, e mettendosi infine un oro al collo che la fa diventare la climber più iridata di sempre nella difficoltà.
“Quando mi sono trovata di fronte a quel passaggio”, ha commentato sorridendo l’austriaca a fine gara, “sapevo di non potercela fare saltando sulla presa. I salti non sono mai stati il mio forte e così ho preferito trovare un’alternativa.” E che alternativa, una soluzione a dir poco…mondiale, visto che fino a quel momento (…ma neppure dopo) nessuna era riuscita a domare quel jump.

La prima a salire in parete è stata la statunitense Sasha Digiulian, classe 1992, che in questo Campionato del Mondo si è già messa al collo una medaglia d’argento nel Boulder. La “difficoltà”, tuttavia, è la vera specialità della biondina a stelle e strisce, che negli ultimi tempi ha quasi sconvolto per le sue prestazioni su falesia. La “via” della finale di Arco è di alto livello, la pressione psicologica alle stelle e al primo volume arriva il primo brivido per la diciottenne made in USA. Il pubblico trattiene il fiato, ma è solo una leggera sbandata, Sasha poi si riprende in una frazione di secondo. Punta decisa al tetto, mano destra, piede sinistro, piede destro ed ecco il salto. Al top mancano solamente due moschettoni e una manciata di prese. Fattibile, deve aver pensato la Digiulian mentre saliva. Uno sguardo, carica sul sinistro e via, ma il grosso appiglio grigio l’americana l’ha sfiorato appena, e poi è volata nel vuoto. Come lei hanno fatto anche le austriache Christine Schranz e Katharina Posch, e la potente slovena Mina Markovic, tutte saltate invano su quel movimento dinamico apparentemente troppo ampio, con troppe energie spese nelle semifinali del pomeriggio, forse. Finché, davanti a quel jump si è presentata sua maestà Angela Eiter. Di saltare non se ne parla e così ecco la trovata di aggirare l’ostacolo prima con una spaccata a quindici metri da terra, attaccata solo con la punta delle dita, seguita da una contorsione e un movimento da equilibrista che in definitiva le sono valse il terzo oro mondiale. Dal pubblico, accalcato sulla tribuna e sul prato, dopo un religioso silenzio è arrivato un potentissimo applauso, che nessun altra è stata capace di meritare.

Il pubblico – ieri è stata superata la quota di 20.000 biglietti staccati dall’inizio di questo Campionato del Mondo – è semplicemente andato in visibilio e il sorriso della Eiter parlava da sé.
Dopo la Eiter è stata la volta della campionessa mondiale 2009 Johanna Ernst, ma sia lei che le successive Röck e Kim, sono naufragate sul quel salto che – Eiter insegna – non era proprio da …saltare.
La medaglia d’argento e quella di bronzo sono andate alla sudcoreana Jain Kim ed all’austriaca Magdalena Röck, quest’ultima al suo primo mondiale senior.

Oggi ad Arco saliranno in parete i ragni della disciplina Speed (12,15 qualifiche uomini e 14,15 qualifiche donne, con le finali in programma alle 19,30). Nel pomeriggio si vedranno all’opera anche i campioni della Lead per le semifinali alle 16,30 e le finali alle 22,0. Nella semifinale Lead ci sarà anche un po’ di Italia con il trentino Martino Ischia.

Classifiche:
1) Eiter Angela (AUT) 53+; 2) Kim Jain (KOR) 47-; 3) Röck Magdalena (AUT) 47-; 4) Ernst Johanna (AUT) 47-; 5) Posch Katharina (AUT) 47-; 6) Markovic Mina (SLO) 47-; 7) Schranz Christine (AUT) 47-; 8) Digiulian Sasha (USA) 47-;

Broadcast:
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Comunicato Stampa del 22 luglio 2011

AD ARCO (TN) ORO E BRONZO TEAM SPEED ALLA RUSSIA
A SORPRESA SUL PODIO ANCHE L’UCRAINA

Debutta all’IFSC Climbing World Championship di Arco (TN) la Team Speed
La Russia piazza sul podio le sue due squadre e centra oro e bronzo
Medaglia d’argento a sorpresa per la squadra Ucraina1, i cinesi “solo” quarti
Bene anche le squadre azzurre, tutte e due oltre il muro delle qualifiche


Adrenalina a fiumi al Climbing Stadium di Arco (TN), dove oggi all’IFSC Climbing World Championship ha debuttato la Team Speed, la disciplina di velocità a squadre. Pochi secondi per studiare le pareti, poi in alto alla massima velocità, uno dopo l’altro. Questo il “succo” della nuova disciplina mondiale, che oggi ha in parte confermato e in parte “stravolto” i pronostici pre gara.
Tra le certezze c’è il predominio russo nella velocità, celebrato oggi dalla medaglia d’oro vinta dal team Russia2, composto da Sergey Sinitsyn, Evgenii Vaitsekhovskii e Kseniia Alekseeva, e dal bronzo vinto dal team Russia1, squadra d’acciaio composta dal neo detentore del record del mondo (6’’37) Sergey Abdrakhmanov, da Stanislav Kokorin e Natalia Titova.
Una sorpresa è stata invece l’argento guadagnato dalla squadra Ucraina1, con Danylo Boldyrev, Yaroslav Gontaryk e Anastasiya Savisko, che ha battuto contro le aspettative l’armata della Russia1.

Una gara emozionante e giocata spesso sul filo di lana, che non ha lesinato colpi di scena negli scontri tra le 19 squadre in lizza. Il primo è arrivato quando la squadra polacca si è giocata il passaggio alle qualificazioni, con un’eliminazione istantanea dovuta alle due false partenze infilate dalla campionessa europea Edyta Ropek, probabilmente frenata in vista della gara che conta, per lei, di domani, mentre dalle qualifiche erano promossi senza problemi i due team azzurri, Italia1 (Sara Morandi, Gianluca Sirotti, Leonardo Gontero) e Italia2 (Michel Sirotti, Michela Facci e Stefano Ghisolfi).
Dopo le qualifiche era delineato definitivamente il tabellone della fasi finali, che prevedeva scontri ad eliminazione diretta. Senza alcun problema passavano avanti le due squadre russe e ucraine e ovviamente la squadra cinese, composta dall’iridata e detentrice del record del mondo Cuilian He, insieme a Yuhang Zhang e all’altro iridato Qixin Zhong, defraudato pochi giorni fa del proprio record di 6’’40 da Abdrakhmanov.

La serata ha riservato un altro colpo di scena, stavolta per i nostri azzurri di Italia2, passati di turno alle spese del forte team del Venezuela, stoppato dalla fuoriuscita della “punta” Lucelia Blanco, bello anche il successo (contro l’Indonesia) della prima squadra azzurra.
Giunti ad otto squadre i giochi iniziavano a farsi “scottanti”, soprattutto per l’Italia abbinata ai due top team mondiali, Italia1 in sfida diretta contro Russia1 e Italia2 contro la Cina. Davvero ottimo l’avvio di gara di Italia 1 con Gontero, che batteva sul tempo singolo il russo Kokorin, l’ansia metteva però in crisi la Morandi che perdeva terreno, concedendo il recupero e, quindi, la vittoria ai russi. Agli azzurri va comunque il merito di aver centrato la “top8”, con un bel 6° posto.
Dopo la vittoria dell’Ucraina sul Kazakistan e di Russia2 su Ucraina2, toccava agli azzurri di Italia2 chiamati a sfidare il “colosso” della Cina. La Cina partiva subito a tutta, ma la He toppava clamorosamente lo stop del tempo mancando il pulsante, e sembrava regalare all’Italia la “chiave di volta” per la vittoria. Purtroppo anche la Facci cadeva nello stesso errore, e la sfida era tutta da rifare. Dopo un altro errore e una nuova partenza, alla terza “scalata” la Cina centrava il passaggio di turno lasciando l’Italia al 7° posto, e tutto era pronto per la fase decisiva a quattro, con Russia1, Ucraina1, Russia2 e Cina. Ed è stato proprio nello scontro semifinale tra Russia2 e Cina che lo squadrone di Sinitsyn & Co. ha centrato il tempo più basso, stabilendo così il record iridato di squadra a 24’’52.

Ucraina1 batteva inaspettatamente Russia1, che si doveva accontentare del bronzo contro la Cina, mentre i portacolori ucraini accedevano alla finalissima contro Russia2. La sfida finale è stata un concentrato di tensione, con le due squadre costrette a ripartire per tre volte, in tutti i casi la Russia si è sempre spinta in vantaggio, meritando di diritto la vittoria con tre navigati campioni, Sergey Sinitsyn, Evgenii Vaitsekhovskii e Kseniia Alekseeva.
Grande il successo per il debutto iridato della team speed, oggi in tarda serata continua l’assegnazione dei titoli iridati con la finale lead femminile. Domani tornano in campo i velocisti con le gare speed (qualificazioni a partire dalle 14,30), mentre per la disciplina lead ci saranno le semifinali e finali maschili, rispettivamente alle 16,30 e alle 22,00.

Info: www.arco2011.com

Classifiche:
1) RUSSIA, RUS 2 (Sinitsyn Sergey, Alekseeva Kseniia, Vaitcekhovskii Evgenii) 25.80; 2) UCRAINA, UKR 1 (Boldyrev Danylo, Savisko Anastasiya, Gontaryk Yaroslav) 26.44; 3) RUSSIA, RUS 1 (Kokorin Stanislav, Titova Natalia, Abdrakhmanov Sergey) 25.42; 4) CINA, CHN (Zhang Yuhang, He Cuilian, Zhong Qixin) 26.13; 5) UCRAINA, UKR 2 (Yurko Oleksiy, Bud Gusaim Oleksandra, Styenkovyy Maksym) 27.02; 6) ITALIA, ITA 1 (Gontero Leonardo, Morandi Sara, Sirotti Gianluca) 29.31; 7) ITALIA, ITA 2 (Ghisolfi Stefano, Facci Michela, Sirotti Michel) 33.21; 8) KAZAKISTAN, KAZ 1 (Molchanov Alexey, Kuznetsova Tamara, Devyaterikov Artyom) 27.97; 9) INDONESIA; 10) GERMANIA; 11) USA; 12) VENEZUELA; 13) INDONESIA; 14) ECUADOR; 15) GEORGIA; 15) UNGHERIA; 15) IRAN; 15) KAZAKISTAN; 15) POLONIA

Broadcast:
http://www.broadcaster.it/

Comunicato Stampa del 22 luglio 2011

OSCAR DEL CLIMBING ASSEGNATI AD ARCO (TN)
ONDRA E PUIGBLANQUE NELLA HALL OF FAME


Consegnati ad Arco il “Salewa Rock Award” e il “La Sportiva Competition Award”
Ondra e Puigblanque sono uomini da oscar
Celebrati anche i 25 anni di Rock Master con tanti protagonisti
Oggi il Campionato Mondiale di Climbing prosegue con Lead femminile e Team Speed

Adam Ondra e Ramon Puigblanque entrano nella “leggenda”. Dopo aver emozionato in parete durante la sessione di qualifica del Campionato del Mondo di Arco (TN), ieri sera il ceco e il catalano sono stati i protagonisti di Arco Rock Legends 2011.
In una fresca serata estiva, la cittadina trentina ha assegnato il “Salewa Rock Award” al giovane climber di Brno, che ha sbaragliato la concorrenza degli statunitensi Chris Sharma e Sasha Digiulian, del francese Enzo Oddo e dell’azzurro Gabriele Moroni. La statuetta targata Salewa (consegnata da Ruth Oberrauch, responsabile marketing per l’Italia dell’azienda tedesca) rappresenta un riconoscimento a colui o colei che ha segnato la stagione precedente per le performance su falesia o su boulder, e la motivazione che ha accompagnato il premio di Ondra era la seguente: “Per la capacità di alzare continuamente il livello dell’arrampicata superando se stesso e facendo sognare tutti i climbers”. È la terza volta che Ondra conquista la notte degli “Oscar del Climbing”, dopo aver già vinto nel 2008 e nel 2010.

Ramonèt, dal canto suo, ha ricevuto dalle mani di Lorenzo Delladio (amministratore delegato de La Sportiva) il “La Sportiva Competition Award” – il premio ai risultati agonistici – per “l’esperienza, la forza, la passione, la genialità e l’energia messa in campo in ogni gara”. Per questo premio, Puigblanque ha superato la sfida con la coreana Jain Kim e, ancora, Adam Ondra.
Puigblanque e Ondra entrano nella Hall of Fame di Arco Rock Legends insieme a Josune Bereziartu, Patxi Usobiaga, Chris Sharma, Angela Eiter, David Lama, Maja Vidmar, Kilian Fischhuber e Akiyo Noguchi.

La cerimonia di Arco Rock Legends, presentata dalla nota conduttrice radiofonica e giornalista Kay Rush, è stata condita anche da alcuni momenti di grande emozione storica, con la celebrazione dei 25 anni di quella che è la manifestazione di climbing più famosa nel nostro paese e nel mondo. Rock Master nasceva nel 1987, e ieri sul palco di Piazza Segantini, nel centro di Arco, sono saliti alcuni protagonisti di Rock Master, che lo hanno vissuto in parete ma anche che ne hanno posto le fondamenta. Come l’oggi presidente di Asd Rock Master e allora assessore al turismo di Arco Mario Morandini, vero motore creativo della manifestazione, che ha ricordato momenti piacevoli dal passato, così come Francois Legrand, Yuji Hirayama, Luisa Iovane e Lynn Hill, tutti protagonisti di Rock Master “in gara” fin dal principio e ieri premiati con una targa “Aquafil”. Un premio speciale da parte dell’Istituto Comprensivo di Arco è stato consegnato ai due atleti più giovani del Campionato del Mondo di quest’anno, ovvero Andrea Rojas (ECU) ed Amelia Metcalf (USA), entrambe di 16 anni.

Sul palco di Arco sono saliti anche Daniela Comperini (da sempre segretaria di Rock Master), Andrea Mellano (promotore di Sport Roccia a Bardonecchia a metà anni ’80) e Paolo Mattei (sindaco di Arco).
Oggi il Campionato del Mondo in Trentino prosegue con le semifinali (13,30) e finali (22,00) di Lead femminile, e la prova di Team Speed (qualifiche alle 17,30 e finali alle 20,00).

Info: www.arco2011.it

Comunicato Stampa del 21 luglio 2011

ARCO (TN) FA SCUOLA NELL’ARRAMPICATA
INAUGURATO L’ACCESSO ALLE PARETI DI NAGO


Ad Arco e dintorni cresce la febbre dell’arrampicata, in parallelo all’IFSC Climbing World Championship
Oggi è stato inaugurato un nuovo sentiero a Nago (TN), per raggiungere le falesie del Belvedere
Un altro step importante, dopo l’inaugurazione della parete del “Baone” accessibile ai diversamente abili
Insieme al sentiero è stata presentata anche una nuova parete-scuola dedicata ai giovani climbers


Arco (TN) è la patria dell’arrampicata, ora più che mai con l’IFSC Climbing World Championship che sarà di scena fino a domenica 24 luglio.
L’arrampicata ad Arco non è solo quella iridata del Climbing Stadium, ma anche quella su parete naturale, e in questi giorni la località trentina è salita alle cronache grazie alla sua innovativa falesia naturale accessibile anche ai diversamente abili.
Nel medesimo progetto che coinvolge la parete “sbarrierata” di Arco, patrocinato dalla Provincia Autonoma di Trento in collaborazione con il Consorzio Lavoro e Ambiente, rientrano anche i lavori alle falesie di Nago (TN), dove oggi è stato inaugurato il nuovo sentiero per raggiungere le pareti del Belvedere.
Alla presentazione ufficiale c’era anche il direttore tecnico di Arco 2011 Angelo Seneci, oltre ai due responsabili dei lavori, Marco Clementel e Sergio Scarpiello.

Il sentiero consentirà di raggiungere facilmente e senza problemi le falesie del Belvedere, anche queste molto frequentate dagli appassionati nell’Alto Garda, ed il progetto provinciale risulta essere importante anche a livello sociale, oltre che sportivo.
La manodopera che è stata impiegata per i lavori dell’intero progetto è infatti costituita da uomini e donne sopra i 45 anni di età, rimasti senza impiego e reintegrati grazie al “Progettone”, patrocinato in tandem dal Consorzio Lavoro e Ambiente e dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione ambientale.
Per i lavori di ristrutturazione e adattamento della falesia e dei sentieri sono stati stanziati dalla Provincia 100.000 Euro e, oltre al nuovo accesso, tra le novità rientra anche un’iniziativa tutta rivolta alle generazioni future dell’arrampicata. A Nago è stata infatti realizzata una parete-scuola, dotata di appigli sicuri e prese facilmente individuabili, adatta dunque ad essere utilizzata da chi sta imparando ad arrampicare.

La falesia del Belvedere, molto conosciuta dagli appassionati di outdoor, è costituita da due settori, uno per i principianti con pareti che hanno gradi di difficoltà da 3b a 5c, e uno più tecnico, con percorsi da 6a in su.
I lavori alla falesia si inseriscono, più in generale, in un progetto di rivalutazione del Comune di Nago, all’interno del quale troveranno posto anche i lavori per la realizzazione di un nuovo parcheggio con circa 200 posti auto, che dovrebbe essere realizzato a partire da novembre. Questo nuovo parcheggio, necessario nella logistica di Nago, darà la possibilità agli arrampicatori di accedere più facilmente alle pareti, inoltre risolverà il problema dei parcheggi “di fortuna”, ovvero delle macchine posteggiate sulla strada che collega Nago ad Arco, che spesso interferiscono con la viabilità.

Info: www.arco2011.it

Comunicato Stampa del 19 Luglio 2011

SUCCESSO "MONDIALE" AD ARCO (TN)
ASSEGNATE LE MEDAGLIE LEAD PARACLIMBING


Successo per la prima edizione del Campionato del Mondo di Paraclimbing
Tante nazioni, tante medaglie e una grande vittoria per tutti
Soddisfazione anche per la federazione internazionale IFSC
Domani il Campionato del Mondo 2011 di Climbing prosegue con la Lead donne


Paraclimbing mondiale in scena anche oggi al Climbing Stadium di Arco (TN) con le gare Lead. Dopo aver acclamato ieri i protagonisti delle prove di velocità, oggi è stata la volta della difficoltà, e gli atleti diversamente abili (provenienti da 11 Paesi), hanno dimostrato al mondo che di “difficile” in parete non c’è proprio nulla.
La festa sportiva di queste due giornate è stata assolutamente unica, e oggi la medaglia d’oro al collo se la sono messa Matteo Stefani, primo tra i non vedenti totali anche ieri, Tatiana Panova (RUS), Paula De La Calle Pizarro (ESP), Dilyara Rakhmanknlova (RUS), Valentyna Kurshakova (UKR), Ricardo Pérez Amado (ESP), Sebastian Richter (GER), Andras Szijarto (HUN), Mineo Ono (JPN), Boyu Xia (CHN), Mikhail Saparov (RUS) e Koichiro Kobayashi (JPN).
Le categorie presenti al 1° Campionato del Mondo di Paraclimbing variano a seconda della tipologia di handicap, che sia esso visivo, motorio o neurologico.

Una volta afferrata la prima presa, ogni barriera sembra crollare di fronte all’incedere forte e deciso di ragazzi e ragazze, le cui passione e vitalità non sono arginabili da niente e da nessuno. La sfida è contro il cronometro e contro sé stessi, e alla fine la vittoria è per tutti.
Ad ammirare le gesta dei paraclimbers in azione oggi ad Arco c’erano anche alcune protagoniste del Campionato del Mondo “normodotati”, domani in parete per il turno di qualifica. “La grinta e la passione di questi atleti sono semplicemente straordinarie”, ha commentato la bionda Jenny Lavarda, “e credo che la scelta di disputare questo evento per disabili insieme al “nostro” Campionato del Mondo sia la dimostrazione che questo sport è davvero per tutti quanti.”

Il Campionato del Mondo 2011 per diversamente abili non è stato solo arrampicata in parete, ma anche dibattito e confronto. Ieri sera al Casinò di Arco era in programma la Conferenza su “Sport e Disabilità”, che ha radunato atleti, medici ed un folto pubblico.
Presenti anche i vertici federali IFSC, FASI e CIP, tra questi anche il vicepresidente IFSC Alexander Piratynski, il quale ha sottolineato il grande traguardo raggiunto ad Arco, dove le competizioni iridate per normodotati e diversamente abili sono state riunite in un unico grande evento. Da evidenziare, poi, il fatto che Arco si sia posta, ancora una volta, come capofila nel lancio di novità sportive, stilando una classificazione delle categorie di disabilità ed un regolamento universalmente condivisibili.
Arco si è fatta portavoce di un messaggio di uguaglianza nel senso davvero massimo del termine, come ha sottolineato ieri l’assessore comunale allo sport Renato Veronesi. Tra i presenti c’erano anche i membri della SAT di Riva e Arco ed altre autorità locali e federali, oltre agli atleti diversamente abili.

In rappresentanza di SportAbili Onlus c’era la presidente dell’associazione, Iva Berasi, che domani parteciperà alla visita della falesia del Baone, sempre ad Arco, prima parete naturale al mondo “sbarrierata” ed accessibile anche ai diversamente abili. È questo un segno lampante che l’eredità di questo 1° IFSC Paraclimbing World Championship durerà anche dopo la chiusura delle gare.
Un intervento particolarmente toccante è stato quello del climber ipovedente Simone Salvagnin, ieri sera, che ha chiuso il dibattito in veste di portavoce della carta dei diritti dei disabili delle Nazioni Unite, lanciando così un significativo messaggio per il futuro del paraclimbing.

Chiusa la parentesi del Paraclimbing iridato, domani come detto ritornano in parete i protagonisti normodotati del Campionato del Mondo 2011 – IFSC Climbing World Championship. Alle 15,00, le ragazze della Lead saranno alla corda per il turno di qualifica, da cui “usciranno” le 26 semifinaliste per venerdì. Giovedì invece sarà il turno dei maschi in qualifica.
Tra le climbers domani in parete ci saranno le austriache Eiter, Ernst e Stöhr (già oro mondiale di Boulder pochi giorni fa), le russe Chereshneva, Bibik e Malamid, la sudcoreana Kim, le francesi Ciavaldini e Dufraisse, le statunitensi Digiulian e Johnson, la giapponese Kobayashi, le slovene Markovic, Gros e Vidmar, e le azzurre Avoscan, Valsecchi e la già citata Lavarda.

Info: www.arco2011.com

Classifica maschile
Amputee Arm Pd: 1) Mikhail Saparov (RUS) 1.00
Amputee Both Leg Pd: 1) Boyu Xia (CHN) 1.00
Amputee Leg Pd: 1) Mineo Ono (JPN) 2.00; 2) Urko Carmona Barandiaran (ESP) 2.00; 3) Alexander Biermann (GER) 2.00; 4) Günther Grausam (GER) 4.00; 5) Oliviero Bellinzani (ITA) 5.00
Complete Neurologic Leg Disability PD: 1) Sebastian Richter (GER) 1.00
Arthritis and Neurological Pd: 1) András Szijártó (HUN) 0,97; 2) Matteo Masento (ITA) 1,59; 3) Alessio Cornamusini (ITA) 2,94; 4) Jose Miguel Delgado Barroso (ESP) 3,43; 5) Philippe Ribière (FRA) 4,71; 6) Vladzimir Virt (BLR) 4,87; 7) Maurizio Marsigli (ITA) 5,20; 8) Matteo Alberghini (ITA) 5,38; 9) Renzo Lancianese (ITA) 8,01; 10) Sergey Pynka (KAZ) 9,50
Visual Impairment B1: 1) Matteo Stefani (ITA) 1.87; 2) Manuel Cepero Gutierrez (ESP) 2.65; 3) Roman Kostakiov (RUS) 3.24; 4) Kenji Iwamoto (JPN) 3.74; 5) Noriaki Komatsu (JPN) 4.18; 6) Alessandro Causin (ITA) 4.95; 7) Oscar Domínguez Negreira (ESP) 6.48
Visual Impairment B2: 1) Koichiro Kobayashi (JPN) 1.73; 2) Masayoshi Idomoto (JPN) 1.73; 3) Simone Salvagnin (ITA) 2.45
Visual Impairment B3: 1) Ricardo Pérez Amado (ESP) 1.00; 2) Domingo Carretero Campon (ESP) 2.00

Classifica femminile
Amputee Arm Pd: 1) Paula De La Calle Pizarro (ESP) 1.00
Visual Impairment B1: 1) Rakhmanknlova Dilyara (RUS) 1.00; 2) Silvia Parente (ITA) 2.00
Visual Impairment B2: 1) Tatiana Panova (RUS) 1.00
Arthritis and Neurological Pd: 1) Valentyna Kurshakova (UKR) 1.00

Broadcast:
http://www.broadcaster.it/

Comunicato Stampa del 17 luglio 2011

SHARUFTNIDOV “SIGNORE DEI MASSI” AD ARCO (TN)
RUSSIA ANCORA “MONDIALE” NEL BOULDER


Sharafutnidov brucia tutti e vince il suo secondo mondiale
Adam Ondra (CZE) è d’argento, Rustam Gelmanov (RUS) terzo
L’atteso Fischhuber fuori dal podio, italiani “out” nelle semifinali
Domani spazio al Paralimbing e da mercoledì c’è la Lead


Un ragno… “mostruoso”, quattro problemi risolti su quattro e Dmitry Sharafutnidov è il nuovo campione del mondo di arrampicata boulder. Quella di oggi ai Campionati del Mondo di Arco (TN) è stata per il russo una domenica semplicemente bestiale, in cui ha fatto piazza pulita della concorrenza, e gli unici a tenergli testa – per lo meno in parte – sono stati il ceco Adam Ondra (medaglia d’argento) e l’altro russo Rustam Gelmanov (bronzo). Medaglia d’oro anche per il pubblico, numerosissimo ad assediare il Climbing Stadium di Arco.

Che il venticinquenne Sharafutnidov facesse sul serio, lo si era già capito nel turno di semifinale, andato in scena alle 12,00 di oggi. Quattro top raggiunti in cinque tentativi complessivi, sono stati un biglietto da visita decisamente significativo, lungo tracce che facevano dannare signori boulderisti del calibro di Sean Mccoll (CAN), Tsukuru Hori (JPN) e l’azzurro Lucas Preti. Il bresciano alla fine si è piazzato in ottava posizione assoluta, con due problemi risolti su quattro. Fuori anche gli altri due azzurri, Moroni (16°) e Scarperi (18°).

Oltre a Sharafutnidov, accedevano alla finalissima anche il connazionale vice campione del mondo uscente Gelmanov, il riccioluto Ondra, il campione austriaco Kilian Fischhuber, il tedesco Thomas Tauporn e lo svizzero Cédric Lachat.
E in finale non si può più scherzare, tantomeno sbagliare. Lo sanno bene i “signori dei massi”. L’adrenalina scorre veloce, ma occorre tenere i nervi saldi, e mani e piedi ben arpionati su placche ed appigli. Pronti via e il primo a danzare in parete è Lachat, incalzato e incitato dai boati del folto pubblico del Climbing Stadium. Lo svizzero, Ondra e i due russi superano agevolmente il primo boulder, mentre la prima vittima illustre di questa finale mondiale è stata Fischhuber, capace solamente di entrare in zona, ma non di raggiungere il top del primo problema. Secondo e terzo boulder hanno messo un Fischhuber, oggi irriconoscibile, fuori dai giochi in maniera definitiva, così come Lachat e Tauporn, i quali comunque hanno regalato momenti di grande agonismo e spettacolo ai tanti spettatori.

La situazione di classifica prima dell’ultimo masso leggeva Sharafutnidov in testa di un solo tentativo su Ondra, con Gelmanov ad inseguire da molto vicino. All’ultimo problema Ondra sentiva forte il profumo del podio, e magari dell’impresa sul diretto avversario, già campione iridato bulder nel 2007. Al ceco, tuttavia, sono serviti quattro tentativi prima di stringere tra le mani il top, troppi per un papabile campione del mondo. Gelmanov ne utilizza tre, e quando dal gate entra Sharafutnidov, il boato del Climbing Stadium è assordante. Il russo ha a disposizione 4 minuti per risolvere il suo boulder, ma basta uno sguardo, le mani nella magnesite, e dopo poche decine di secondi Sharafutnidov guarda tutti dall’alto, lassù sul tetto del mondo.
La Russia ha oggi vinto il titolo mondiale maschile di boulder per la quarta volta consecutiva.
L’11.ma edizione del Campionato del Mondo di Arrampicata Sportiva di Arco prosegue domani e dopodomani con il 1° IFSC Paraclimbing World Champioship. Sono attesi atleti di 10 nazionalità che si contenderanno il titolo iridato nelle discipline Speed e Lead.

Da mercoledì sono attesi gli specialisti della Lead. Il programma completo è su www.arco2011.com

Classifiche
1) Sharafutdinov Dmitry (RUS) 4t5 4b4; 2) Ondra Adam (CZE) 4t8 4b8; 3) Gelmanov Rustam (RUS) 4t12 4b12; 4) Fischhuber Kilian (AUT) 2t8 3b9; 5) Lachat Cédric (SUI) 2t10 3b20; 6) Tauporn Thomas (GER) 1t6 2b6; 7) Stranik Martin (CZE;) 8) Preti Lucas (ITA); 9) Watson Stewart (GBR); 10) Shalagin Mykhaylo (UKR).

Immagini TV:
http://www.broadcaster.it/arco2011/highlights-male-boulder-final/